Il blog dell'acqua distillata

lunedì, 16 febbraio 2009

Memorandum

Febbraio 09

- Lavoro: iniziato periodo prova

- Università: esami dati 4
                     voti rifiutati 1
                     esami da dare a breve 1
                     esami non dati 1
                     richiesta tesi all'estero

- Mostre: viste da inizio 09 -> 4
                      da vedere a breve -> 3

- Denti da togliere: ancora 1

- Bollette da pagare: 3

- Biglietti per Pasqua:
fatti

- Status fisico e mentale:
- 3kg
                                          6 ore di sonno a notte
                                          temperatura corporea costante

scritto da: acquadistillata alle ore 19:11 | link | commenti (7)
categorie:
domenica, 14 dicembre 2008

Caro Babbo Natale,

quanto freddo fa lì al Polo Nord?
Qui a Milano molto, anzi...troppo tanto, come dicono i truzzi bresciani. Io però mi copro ben bene e vado in giro super imbardata che se anche un malintenzionato avesse voglia di farmi violenza si romperebbe le palle perchè ci metterebbe troppo a scoprire un lembo di pelle.
Detto ciò, per non traumatizzarti con quest'immagine di me stile baco da seta (anzi, da lana), ti racconto del mio Natale e dei miei desideri.
Per quest'anno, caro il mio Babbo di Natale, ti va di lusso...e sai perchè?
Perchè non avanzo nessuna richiesta.

Nessuna.

Niente di niente.

E sai perchè?
Perchè ho tutto quello che potessi mai desiderare nella mia vita. Ho una famiglia perfetta, di persone un po' scoppiate, che litigano spesso, che discutono...ma perfetta. Ho una vita che tra alti e bassi economici mi permette di portare avanti i miei obiettivi e i miei progetti. Il mio stato di salute si mantiene a livelli più o meno costanti e stabili e questo mi da modo di poter svolgere attività e di mantenere uno stile di vita attivo come ho sempre desiderato. Ho degli amici, pochi ma buoni, suoi quali so di poter contare sempre. Ho un tetto sopra la testa, ho un lavoro, amo gli studi che ho intrapreso, ho una laurea, ho tanto amore da dare e ora più che mai mi sento pronta a riceverne.
Insomma, è tutto talmente tanto perfetto, caro il mio Babbo, che alle volte ho paura che possa finire da un momento all'altro e non voglio...perchè ci ho messo così tanto a trovare il mio equilibrio perfetto che merito di godermelo ancora per un po'.

E nel frattempo auguro un caldissimo Natale a chiunque si troverà a passare da queste parti.

scritto da: acquadistillata alle ore 11:47 | link | commenti (2)
categorie: esperienze
lunedì, 01 dicembre 2008

Freddo dentro

"...Perchè la vita è un brivido che vola via,
è tutto un equilibrio sopra la follia

...sopra la follia."


Il cervello umano in realtà è un foglio di carta assorbente molto sottile che si accartoccia sempre più mano mano che s'impregna. E accade che all'improvviso perde pezzi e si sfalda fino a decomporsi.
Ho paura di questo elevato grado di degradabilità, di questa labilità che non è poi così lontana da ognuno di noi. Ieri a te, domani a me. E' così che funziona. Non siamo immuni, non c'è estrazione sociale che tenga, non c'è trascorso, non c'è vissuto, non c'è istruzione e nemmeno cultura. E' qualcosa di incontrollabile che all'improvviso accentua il grado di vulnerabilità e ti tradisce, lasciandoti nudo e inerme di fronte a qualcosa di ingestibile.
Forse solo adesso, all'età di 21 anni, inizio a rendermi davvero conto del valore della vita. Di come le persone oggi ci sono e domani no. Ora che sto toccando con mano il rischio di perdere per sempre una persona a me cara ho capito molte cose.
E lei che invece uccide la sua bambina, che guardo la foto on line e non sembra lei. I suoi occhi non brillano, i capelli non sono curati e non sorride più con quella dolcezza che ricordavo con affetto. Odio la stampa che la dipinge come un mostro. Ma che ne sa la gente, che ne sa?

E' in momenti come questi che le incertezze mi tolgono l'aria. E il sorriso.

scritto da: acquadistillata alle ore 23:33 | link | commenti
categorie: esperienze, di tutto un po
venerdì, 21 novembre 2008

I soldi non fanno la felicità

Lo stronzo che si è permesso di sparare una cazzata del genere probabilmente non era uno studente fuori sede, mantenuto dai propri genitori, magari aveva anche una borsa di studio perchè suo padre era così intelligente da evadere le tasse e ritrovarsi in una fascia iseuu più bassa, probabilmente aveva anche un lavoro pagato decentemente e non aveva una vita sociale.

Che me la trovi lui la felicità ora, sto stronzo.

scritto da: acquadistillata alle ore 18:51 | link | commenti (1)
categorie: esperienze
sabato, 25 ottobre 2008

De coinquilinae

In 3 anni ne ho viste tante.
Ognuna con il proprio modo di essere, di fare, di vivere la casa, di convidere del tempo. Ognuna con i propri tempi, orari e impegni, ognuna con il proprio background che mano mano ti porta (in veste di attento osservatore) a suddividere la civiltà in base a caste regionali. Sono ancora convinta che le venete siano le peggiori...forse perchè sono il mio esatto opposto, sia a livello geografico che a livello mentale.
In 3 anni ne son passate tante di qua.
Alcune le ricordo ancora con piacere, altre assolutamente non voglio ricordarle.
La convivenza forzata è una delle esperienze che ritengo essere più formativa. E' forse quella che tempra maggiormente il carattere di una persona, che riesce a smussare i difetti e ad aumentare il livello di tenacità nonchè di autostima. Io stessa credo di esser molto più cresciuta in questi 3 anni che in tutto l'arco della mia vità. Questo modo di vivere ti migliora, difficilmente ti peggiora..aumenta di molto le tue capacità di adattamento non solo pratico ma sopratutto emotivo.
Per un attimo credi di aver trovato l'equilibrio giusto, la persona giusta con cui trovarti bene in casa, quella che quando torni a casa la sera hai piacere a cenare insieme per scambiare i racconti sulla giornata, oppure guardare un film sotto le coperte...parlare su msn da una scrivania all'altra solo per dirsi scemenze.
E' un equilibrio, è uno stato di quiete e tranquillità in cui ti abbandoni sperando che duri quanto più possibile. Ma ci sono gli imprevisti, il lavoro, le offerte migliori..e allora si cambia..del resto, perchè non farlo? E' giusto così. Forse da un lato va davvero bene così, nel senso che la convivenza può solo migliorare finchè non si trasforma in "dipendenza", in un "aggrapparsi" l'uno all'altra. E noi forse siamo arrivate a questo punto...per quanto piacevole possa apparire. "Separarci potrà farci bene", ce lo stiamo ripetendo in continuazione...anche se ripetersi sempre le cose solitamente è indice di insicurezza.
Da 80 cm di corridoio a 8 km di città. Strano sentirsi scettici per una come me che sostiene fermamente che la distanza non sia in grado di deteriorare le amicizie.
Boh...
Le due ragazze nuove mi intrigano e mi inquietano allo stesso tempo. Una è parigina, in erasmus. Una è già laureata al 5 anno e lavora. Entrambe mi sono sembrate tranquille (e spero sia igienicamente civilizzate) e abbastanza alla mano. Dovrò ri ambientarmi, trovare con loro un nuovo equilibrio mantenendo costante il mio modo di essere.
E' una palestra per il cervello, sì...è proprio una palestra.
Ma il gatorade dov'è?

scritto da: acquadistillata alle ore 23:40 | link | commenti (2)
categorie: esperienze, coinquilinismi
venerdì, 17 ottobre 2008

Apri la bocca e chiudi gli occhi

Mia mamma diceva sempre così quando voleva farmi una sorpresa gastronomica. Puntualmente poi mi ritrovavo a masticare le cose più buone del mondo...tipo cioccolatini fatti in casa, creme, dolci vari.

Martedì un chirurgo maxillofacciale bello come il sole che per comodità narrativa ho soprannominato "grey'sanatomy" mi ha detto la stessa cosa. Poi suppongo abbia infilato un ago enorme nella mia bocca e successivamente bisturi e trapano. Sentivo i rumori e ci cantavo sopra.  Ho sciorinato tutto il mio repertorio musicale, dall'inno nazionale francese (in onore della mia nuova coinquilina parigina), finendo a "at last" di etta james in corrispondenza dei punti di sutura passando per "umbrella" di rhyanna nel momento di tensione massima, quando grey'sanatomy ha detto "oddio ma cos'è quella????", riferendosi ad un'adorabile cisti posta a sorpresa sotto il mio dentino del giudizio.

Ora, dopo tre giorni di dolore acuto, il mio bump mapping facciale va diminuendo. Mi sento rincoglionita, deturpata e dolorante. Ho necessità di ridere e sopratutto sto sognando panini con spinacina, patatine e maionese. Invece sono obbligata a deglutire e sottolineo DEGLUTIRE e basta, pappette, purè e gelati.

Dicono che il dolore del parto sia il più forte nella scala dei dolori. Il che significa che questo che provo ora non è niente... E allora col c***o che faccio figli!!!!!!!!!!!




(il dettaglio non appartiene a me)


scritto da: acquadistillata alle ore 12:11 | link | commenti (6)
categorie: esperienze, diagnostica per immagini
domenica, 05 ottobre 2008

Esami di coscienza

L'insoddisfazione io ce l'ho nel dna.
E' cronica, è parte di me.
Potrei avere la luna, ma desidererei il cielo. Potrei avere il sole, ma vorrei anche qualche nuvola per sdraiarmici sopra. Potrei avere tutto...così come è realmente, e desidero di più. Sempre qualcosa in più. Che cosa esattamente non saprei, non riuscirei proprio a distinguere cosa in particolare. E' come quella vecchia pubblicità dei ferrero rocher "...la mia non è proprio fame, è più voglia di qualcosa di buono". Ecco, circa così. Solo che non arriva Ambrogio a portarmi i cioccolatini e ad accontentarmi.
Alle volte mi chiedo perchè son fatta così. Vorrei esistesse un test di quelli idiotissimi serie facebook che mi spiegasse cosa c'è nel mio cervello che non va...quantomeno metterei fine a queste continue stronzate che mi vengono in testa.
Ultimamente ho avuto tanto tempo libero...e si sa, per me tanto tempo libero significa tanto tempo per pensare. Inutile elencare la quantità di pippe mentali che son venute fuori! Alcune frivole, altre meno, ma tutte bene o male mi hanno portato a rivalutare molti aspetti della mia vita attuale. In particolare ho ri considerato molti rapporti che ritengo importanti traendone delle conclusioni che mi hanno fatto prendere coscienza di quanto sia diventata fredda e cinica ultimamente. Forse vivere da sola in una grande città e in un ambiente molto competitivo mi ha portata a fare di "mors tua vita mea" un motto di vita che non andrebbe applicato in tutti i campi della mia vita. Però è anche vero che nonostante sia consapevole di questo, so anche che non voglio più assolutamente crucciarmi nemmeno per un istante per quelle persone che non dimostrano di preoccuparsi molto per me e per le mie reazioni. Ho imparato ad agire come uno specchio dando alle persone quello che loro danno a me. E' sbagliato questo, forse?
Non so, davvero...forse è superficiale. In fondo è questo quello che volevo...diventare più superficiale, allergerirmi nei pensieri e nei discorsi. E l'ho fatto..credo. Ah...ovvio, con il mio metodo, ossia quello degli eccessi...stavo quasi per dimenticarlo.

Ho quasi paura ad ammetterlo perchè non è da me, non è mai stato da me uno stato d'animo simile...ma io arrivati qua mi sento ferma in un punto che non è assolutamente un incrocio, anzi, sembra essere un rettilinio infinito senza nemmeno una buca sul manto stradale ad impreziosire il cammino. Continuo a camminare ad andatura sostenuta, mi guardo intorno annoiata e svogliata mentre vado per inerzia e per la prima volta, poco dopo il primo grande pit stop mi chiedo "...e adesso che faccio?"
Io non mi sento contenta di me.
E non sono abituata.

scritto da: acquadistillata alle ore 02:08 | link | commenti
categorie: esperienze
domenica, 28 settembre 2008

E' la fine quella più importante

La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,

perchè nessuno la può fermare.



Le citazioni in questo caso si sprecano.
La mia fine, quella più importante, ma anche non proprio definitiva, è stata sancita da una firma accanto ad un numero. Quella firma e quel numero insieme han fatto di me una Dottoressa.
Dottoressa in disegno industriale ad indirizzo interior design.

Niente prima di quel momento mi ha mai reso più orgogliosa di me stessa.
Il mio vivere le cose fino allo stomaco ha naturalmente sottoposto me e chi mi è stato attorno ad uno stress immane e pesante che si è poi tradotto in lacrime quando uno per uno ho abbracciato tutte le persone che erano lì per me.

L'adrenalina è stata sufficientemente smaltita da lunedì ad oggi, forse è questo che mi impedisce di scrivere uno dei miei soliti post sul drammatico andante. Ma è così che va.

Le cose, le parole, le persone, i sorrisi, il mio gruppo, le notti insonni, il modellino, le tavole, le quote (ah le maledette quote!!!) le prove di stampa, le scale in autocad, il caffè, cisano bergamasco, i render e il renderista...sono tutte cose di cui non voglio scrivere, voglio tenerle per me stavolta, come se mettere tutto per iscritto possa sminuire quello che provo e che ho provato.

Sono Dottoressa. E volendo essere masochisti, tra due anni o poco più sarò anche Dottore Magistrale in Interior Design, cosa posso volere di più?????

lunedì, 08 settembre 2008

Incipit

Al peggiore docente incontrato nel corso della mia carriera accademica.

Colui che al suo primo anno di insegnamento,
corrispondente al mio primo anno di università,
nel novembre del 2005 mi consigliò di lasciar perdere,
di cambiare mire,
di ridimensionare le mie ambizioni.

" Io non credo che potrai mai fare allestimenti "

Questa tesi è anche per lui.
Perchè io ce l'ho fatta.
Lui non so nemmeno più dove sia.

scritto da: acquadistillata alle ore 01:22 | link | commenti (3)
categorie: esperienze, politecnicamente
martedì, 26 agosto 2008

Coming back



Tornare a Milano mi fa sempre lo stesso identico effetto.
Tre anni non mi hanno insegnato a farci l'abitudine. Perchè il nodo alla gola che avverto non appena scendo dal treno e respiro quest'aria così diversa da quella che ho lasciato e guardo il cielo di un azzurro così diverso da quello intenso a cui i miei occhi si erano aggrappati, è sempre identico. Sempre pesante allo stesso modo.
Milano d'agosto.
Un venticello fresco, la Bovisa semideserta, il silenzio quasi surreale che mi ha inghiottita poco fa mentre attraversavo l'isolato.
E' stata una pessima estate, la peggiore della mia vita. Tensione e ansia, fastidio e nervosismo. Lo so che quella sbagliata sono io. Ma finchè sono in ballo devo ballare con il mio metodo, con i passi che ho imparato. Poi quando ricomincerò da capo avrò modo di farlo con un piglio diverso, affrontando con maggiore leggerezza tutte le situazioni. Credo di essere arrivata al punto massimo di saturazione, quindi è indispensabile.
Passerà un altro anno...e allora potrò parlare di un'estate diversa dalle ultime 3, più serena, più divertente, più tranquilla e ricca di sorprese. Perchè è di questo che ho bisogno. Di smettere di calcolare e di iniziare a lasciarmi sorprendere un pochino di più.
Non troppo. Quanto basta.

scritto da: acquadistillata alle ore 12:21 | link | commenti (1)
categorie: esperienze, diagnostica per immagini

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