In 3 anni ne ho viste tante.
Ognuna con il proprio modo di essere, di fare, di vivere la casa, di convidere del tempo. Ognuna con i propri tempi, orari e impegni, ognuna con il proprio background che mano mano ti porta (in veste di attento osservatore) a suddividere la civiltà in base a caste regionali. Sono ancora convinta che le venete siano le peggiori...forse perchè sono il mio esatto opposto, sia a livello geografico che a livello mentale.
In 3 anni ne son passate tante di qua.
Alcune le ricordo ancora con piacere, altre assolutamente non voglio ricordarle.
La convivenza forzata è una delle esperienze che ritengo essere più formativa. E' forse quella che tempra maggiormente il carattere di una persona, che riesce a smussare i difetti e ad aumentare il livello di tenacità nonchè di autostima. Io stessa credo di esser molto più cresciuta in questi 3 anni che in tutto l'arco della mia vità. Questo modo di vivere ti migliora, difficilmente ti peggiora..aumenta di molto le tue capacità di adattamento non solo pratico ma sopratutto emotivo.
Per un attimo credi di aver trovato l'equilibrio giusto, la persona giusta con cui trovarti bene in casa, quella che quando torni a casa la sera hai piacere a cenare insieme per scambiare i racconti sulla giornata, oppure guardare un film sotto le coperte...parlare su msn da una scrivania all'altra solo per dirsi scemenze.
E' un equilibrio, è uno stato di quiete e tranquillità in cui ti abbandoni sperando che duri quanto più possibile. Ma ci sono gli imprevisti, il lavoro, le offerte migliori..e allora si cambia..del resto, perchè non farlo? E' giusto così. Forse da un lato va davvero bene così, nel senso che la convivenza può solo migliorare finchè non si trasforma in "dipendenza", in un "aggrapparsi" l'uno all'altra. E noi forse siamo arrivate a questo punto...per quanto piacevole possa apparire. "Separarci potrà farci bene", ce lo stiamo ripetendo in continuazione...anche se ripetersi sempre le cose solitamente è indice di insicurezza.
Da 80 cm di corridoio a 8 km di città. Strano sentirsi scettici per una come me che sostiene fermamente che la distanza non sia in grado di deteriorare le amicizie.
Boh...
Le due ragazze nuove mi intrigano e mi inquietano allo stesso tempo. Una è parigina, in erasmus. Una è già laureata al 5 anno e lavora. Entrambe mi sono sembrate tranquille (e spero sia igienicamente civilizzate) e abbastanza alla mano. Dovrò ri ambientarmi, trovare con loro un nuovo equilibrio mantenendo costante il mio modo di essere.
E' una palestra per il cervello, sì...è proprio una palestra.
Ma il gatorade dov'è?